giovedì 9 luglio 2009

IL G8 A L'AQUILA ORGOGLIO PER LA NOSTRA CITTA'


Il G8 a L'Aquila: una geniale intuizione di Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso che hanno nuovamente acceso i riflettori del mondo intero sulla grande sciagura che si è abbattuta il 6 aprile sulla nostra città. Le critiche che alcuni continuano a muovere sulla gestione della ricostruzione sono prive di fondamento, sono i fatti che parlano. Oltre 70.000 sfollati collocati nelle tendepoli, negli alberghi e negli appartamenti; tutti i monumenti puntellati insieme ai palazzi storici grazie alla preziosa opera deiVigili del fuoco e dei volontari; cantieri aperti per la costruzione delle abitazioni durevoli; un decreto approvato nel mese di aprile e già convertito in legge; ordinanze pubblicate da più di un mese per gli interventi nelle abitazioni di tipo A, B e C.
Credo al contrario che la linea del volere criticare tutto e tutti ad ogni costo di certo non giovi a noi aquilani e alla nostra città.



IL VALORE DI UN MESSAGGIO CHE PARTE DALLA CAPITALE DELL'ORGOGLIO D'ITALIA di Gianfranco FINI

Economia come fattore di progresso umano e politica come capacità di costruzione del futuro. Indicherei in questi due punti il messaggio che mi auguro arrivi dal G8, in apertura oggi all'Aquila. C'è bisogno di un segnale forte di speranza in questo 2009 che è stato definito l' "anno terribile" dell'economia mondiale e che vede riproposti i grandi temi della distanza tra aree povere e aree ricche del pianeta, dei cambiamenti climatici, della promozione dei diritti umani nei Paesi in cui sono limitate o non sufficientemente tutelate la libertà e la dignità delle persone.La necessità di una approccio globale ai problemi che riguardano l'avvenire dell'umanità trova importante riscontro nell'idea, adottata nel vertice di questi giorni, dei "formati" allargati sia ai Paesi del G5 (Brasile, Cina, India, Messico, Sud Africa) e all'Egitto sia, per quello che riguarda l'ambiente e la sicurezza alimentare, al Major Economies Forum e, in relazione alle tematiche africane, all'UA e ad altri Paesi del Continente. L'urgenza di fissare una serie di princìpi condivisi per promuovere un modello di sviluppo globale più solido, più giusto, più vicino alle esigenze reali di uomini e popoli spinge verso una governance maggiormente rappresentativa della nuova geografia economica mondiale e, nello stesso tempo, più idonea a far rispettare le regole etiche per la trasparenza dei mercati e i parametri legali minimi per la difesa dell'ambiente e dei lavoratori. L'Italia sta svolgendo una importante iniziativa per l'affermazione di nuove norme globali interpretando con grande serietà il suo ruolo di Paese che ospita il G8 e rivelando l'alta qualità del suo contributo alla costruzione di un sistema solidamente fondato sulla legalità e la solidarietà. Un grande messaggio di solidarietà è nella stessa scelta di tenere il vertice nella città, L'Aquila, che abbiamo considerato in questi mesi la capitale del dolore e dell'orgoglio d'Italia. La popolazione abruzzese deve continuare a ricevere il segno visibile della vicinanza dell'intera Nazione e delle Istituzioni. Il fatto che l'Italia si presenti al mondo unita intorno alla terra che ha conosciuto la devastante sciagura del terremoto esprime al meglio un senso forte di coesione e fratellanza.Una immagine bella e solidale del Paese e un'opportunità concreta per la Regione. Perché il G8 all'Aquila richiamerà l'attenzione internazionale sull'Abruzzo e potrà pertanto attirare risorse che contribuiscano al rapido ripristino dei monumenti storici danneggiati e alla valorizzazione delle energie del territorio. Solidarietà nazionale e solidarietà globale: tra i due termini c'è un continuum necessario. Le Nazioni capaci di rafforzare la coesione sociale e territoriale al proprio interno attorno ai princìpi di condivisione, responsabilità e umanità sono, nello stesso tempo, Nazioni che possono fornire un grande contributo alla realizzazione di un sistema economico internazionale più giusto e più umano. Il mio augurio è che i lavori del G8 si ispirino al principio guida del people first, prima di tutto le persone. Ritengo infatti che lo squilibrio tra economia finanziaria ed economia reale che ha causato, nell'ultimo anno, recessione e distruzione di ricchezza sia stato legittimato e accompagnato dall'affermazione di un ideologismo lontano, come tutti gli ideologismi, dai problemi concreti dei popoli. E' da ascoltare, in queste intense giornate di incontri e di dibattiti, anche l'invito che viene ai grandi della Terra da Papa Benedetto XVI, che nell'enciclica sociale "Caritas in veritate", pubblicata due giorni fa, auspica l'affermazione di un modello economico fondato sull'uomo. Tra i suggerimenti del Pontefice anche l'idea di una governance ispirata al principio di sussidiarietà: «Si tratta di un principio particolarmente adatto a governare la globalizzazione e a orientarla verso un vero sviluppo umano». Ristabilire l'equilibrio tra finanza e produzione, per renderle sempre più adatte a promuovere la crescita e la dignità delle persone, è il grande compito che spetta alla politica degli Stati che guidano lo sviluppo mondiale. Un grande compito e una grande sfida che vede l'Italia in prima fila e che tutti dobbiamo vincere.

Fonte Il Messaggero dell'8 luglio 2009

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